April 03 2020 Friday at 07:46 PM

CYCLING TEMPLE: THE MASPES-VIGORELLI VELODROME

The Maspes-Vigorelli velodrome is a symbol of the city of Milan, a real temple of international cyclist, theatre of memorable challenges, “la Scala” of Cycling. Dreamed, wanted and built in 1935 by Giuseppe Vigorelli, a former pistard and council member of the city, the velodrome became from its origin the theatre of epic ballets on two wheels : the Sei Giorni race, the finish line of Giro d'Italia, the Lombardia, the Hour Record, but it has been also a stage for Boxe events and music, with the only Beatles concert in italy in 1965. Then, from 1975, a black hole; doubts on its destiny, financial and managing problems, the oblivion. But the myth still growing. From June 2nd 2016 the magic ellipse's woods can be rubbed down again by the tubulars of the track bikes thanks to the stubborness of Velodromo Vigorelli Committee. The mytic track has opened its doors again giving back to Milanese cyclists a place wich gives an incredible emotion just as you get up the stairs that leads to the track, tribunes all around, lights, and a grass field in the center. As the Red Hook came to Milano, the “Vigo” gifted the world famous fixed criterium circus with its “Open Track Day”, and the Red Hook riders had their chance to tread the wooden boards of Val di Fiemme pines. The athmosphere is dreamlike, an end of summer night in Milan, spotlights lighten up the track and the shiny legs of cyclist from around the world approach the dizzyng curves of the oval with reverence and respect.The picture is a classic for a Red Hook event :beers in the parterre, athletes suiting up in the grass, photographer's flashes and the loud liveries of the racing kits, but tonight nobody win and nobody loose, it's just for fun. A guy wearing handlebar shaped mustache in surplace, the parabolic in the background, a camping table is the base for the assistance mechanics, the athletes emerging from the track access tunnel with bikes on their shoulders. Looking at the show from the empty galleries is like getting lost between characters and the scenography, then all of a sudden a bikers train pass by pushing on the pedals and the focus get back on the track, is the track that comes alive again. Small groups fight fast trough their way into the curves and the firts accidents – without consequences- are witnessed as well as some technical inconvenients of Colin Strickland, the super favorite for saturday race. From the field eyes looks upward, smiles on the faces. Everything is straodinary, everithing is ordinary, like a night with close friends … at the Vigorelli. This Place has lighten up its spotlights again, and the famous oval is ready again for Milano and the world's cyclists! Photo: Marco Renieri Il Velodromo Maspes-Vigorelli è uno dei simboli della città di Milano, un vero e proprio tempio del ciclismo internazionale, teatro di sfide memorabili, “la Scala” del ciclismo. Sognato, voluto e realizzato nel 1935 dall'industriale Giuseppe Vigorelli, ex pistard e assessore al comune, il velodromo da subito, è stato teatro di epici balletti sulle due ruote: le Sei Giorni, gli arrivi del Giro d'Italia e del Lombardia, i record dell'ora, ma anche palcoscenico per la boxe e la musica, con il memorabile concerto dei Beatles nel 1965, unica data italiana. Poi, dal 1975 un buco nero; le consultazioni sul suo utilizzo, i problemi monetari e i problemi legati alla gestione dell’impianto, l'oblio, il mito che cresce. Dal 2 giugno del 2016 i listelli dell’ellisse magica possono tornare a massaggiare i tubolari delle biciclette grazie alla cocciutaggine del Comitato Velodromo Vigorelli. La mitica pista ha riaperto le sue porte, restituendo ai ciclisti milanesi un luogo capace di emozionare non appena ne varchi l’ingresso, sali le scale e accedi alla pista. Intorno le tribune, al centro il prato. In occasione della data milanese della Red Hook anche il “Vigo” ha regalato al circo della Criterium a scatto fisso più spettacolare del mondo il suo “Open Track Day”, e gli iscritti alla Red Hook hanno potuto calcare le famose listelle di legno della Val di Fiemme. L'atmosfera è onirica, una notte di fine estate milanese, le luci illuminano la pista e le gambe lucide e toniche delle cicliste e dei ciclisti di tutto il mondo approcciano le vertiginose curve dell’ovale con riverenza e timore. L’immagine è quella tipica dell’evento Red Hook: le birrette nel parterre, il cambiarsi nel prato, i flash dei fotografi, le livree strillanti dei kit, ma oggi non si vince e non si perde, ci si diverte. Un ciclista con i baffi a manubrio in surplace, sullo sfondo la parabolica, un tavolo da campeggio fa da base per l’assistenza meccanica e gli atleti emergono dal tunnel di accesso con le biciclette sulle spalle. Guardando lo spettacolo dalle tribune vuote ci si perde tra i personaggi e la scenografia. Poi un trenino di pistard passa spingendo sui pedali appena sotto la balaustra e riporta il fuoco sulla pista, è la pista che ha ripreso vita. I gruppetti duellano veloci nell’inserimento in curva e si assiste alle prime cadute senza conseguenze e agli inconvenienti meccanici del favoritissimo Colin Strickland. Dal prato gli occhi guardano all’insù lungo le parabole, il sorriso in faccia. Tutto straordinario, tutto normale, come una serata tra amici … al Vigorelli! Questo luogo storico ha riacceso i suoi riflettori e il famoso ovale è di nuovo pronto per i ciclisti milanesi e di tutto il mondo! Photo: Marco Renieri