April 03 2020 Friday at 08:31 PM

Deus CycleWine

In order for us to be in that place, at that moment, for that event, the endeavours of Mario Incisa della Rocchetta back in the 20s were vital. Going against public opinion he decided to experiment with the cultivation of French vines right there, below Castiglioncello, amongst the rocks where nothing grew. Since that moment a whole host of things have happened: wars, peace, crisis, economic miracles, droughts, good vintages… and in the meantime the vineyard grew, produced and established its place in the market. In the last 10 years, a long way away, in Australia, another man decided to dedicate himself to the things he enjoyed most, and he too planted the first seeds of what would then become Deus Ex Machina, and that too grew. There were the Bike Build Offs, Slidetober, Swap Meets, Swank Rallys and many other events. As these two realities developed, an invisible thread drew them gradually closer together… until on May 19th, 2018 we found ourselves admiring a spectacular sunset in the midst of the vineyards of Tenuta San Guido, during the very first edition of Deus CycleWine. A crazy moment at the end of a crazy day. It had begun full throttle with a visit to the Wine Cellar that opened its doors to the public for the first time, just for us. The estate staff managed to intrigue everyone by telling the fascinating stories and anecdotes that are behind the origin and production of their wine and giving us our first tasting opportunity. So, we started happily, slightly tipsy but with a bit more culture under our belts, for the first special stage: the time trial climb up to Castiglioncello. There were some with vintage bikes, some with a gravel, some on a “graziella”, or tandem or “saltafoss”. Two lucky ones, Filippo and Paolo, were able to test the two newborns fresh out of Deus Cycleworks, and baptized for the occasion with the names “Guidalberto” and “Ribot”. The first, whose name pays homage to the well-known label produced by Tenuta San Guido, is inspired by the past, with small diameter pipes and a 1” handlebar to recall the feeling of the bikes of the heroic cycling era. Ribot on the other hand, takes its name from the famous gallop champion horse, bred in the San Guido stable, and is a bike that incorporates the most modern technologies and embraces innovation. Unfortunately however, the climb that led to the ancient vineyard whose history we were now familiar with, took out a couple of the least experienced riders, a few bikes and a dozen tires, but so be it: there’s no fun in it if there’s no challenge, right? In the end everyone managed the climb, some heroically on their bikes, some (to save face) on foot, and others (who shall remain nameless..) in an Ape Piaggio, whose service during the day was as special as it was necessary to round up the stragglers. And once at the top, there was a toast and photoshoot during the APEritivo, with the reward of a breathtaking view that, by all accounts, made the effort worth it. After the APEritivo with a view, our breezy cyclists split into 2 groups: those less bike-orientated made their way down to the refreshment point, where the Tannico Double Decker awaited them in the midst of a vineyard with wine, bread, salami, music and with a beautiful lawn for sunbathing. The real cyclists left for the 40 km loop followed by the Volkswagen support vehicles and preceded by the Ape calessino from where photographers and filmmakers covered every moment the race. Some managed to finish and others did not, but congratulations goes to everyone for giving it their best. By 4pm everyone had arrived at the refreshment point to take a breath in the shadow of the Tannico Double Decker that satisfied everyone’s thirst and hunger. The chill out time had officially started and the relaxation was interrupted only by those who were taking part in the second special stage, the timed circuit immersed among the vineyards that were overlooked by our outdoor lounge. There were those who took it as a teeth clenching personal challenge and those who took it in their stride, but by the end everyone clocked their time. The accounts were drawn up at the end of the day during the dinner and wine tasting at Osteria San Guido, where we sampled the famous labels produced by the estate. Even the awards ceremony produced several surprises; Despite Guido’s amazing time in the second stage, the highest step of the podium went to our very own Deus Cycleworks Manager, Paolo. The winners were awarded with a unique medal, created specially for the occasion, a hand-engraved tastevin. Throughout the day there was also a photographic contest run by our partner Leica, who awarded the most beautiful and meaningful photo of the event. The winner was one of the San Guido landlords, Edoardo. The next morning there were some aching legs… and some aching heads, but everyone involved in this first edition of Deus CycleWine agreed it was a very special experience. Photos: Marco Renieri, Domitilla Quadrelli, Loris Lillo, Bearoll ---------------- Perché noi fossimo in quel momento, in quel posto, per quella occasione è occorso che il giovane Mario Incisa della Rocchetta, andando contro ogni parere, sperimentasse negli anni '20 la coltivazione di vigne francesi proprio là, sotto il Castiglioncello, in mezzo ai sassi (da cui "Sassicaia") dove non cresceva nulla. Da quel momento sono successe tante cose: guerre, paci, crisi, miracoli economici, siccità, buone annate e nel frattempo il vigneto cresceva, dava frutti, si affermava nel mercato. Nell'ultimo decennio, lontano, in Australia, anche un altro uomo, seguendo solo ciò che lo divertiva e che gli piaceva, piantava i primi semi che poi sono diventati ciò che oggi è Deus Ex Machina e anch'essa ha dato i suoi frutti, si è espansa. Ci son stati i Bike Build Off, gli Slidetober, gli Swap Meet, gli Swank Rally e molti altri eventi. Mentre queste due realtà si sviluppavano, un filo invisibile le avvicinava... finché, il 19 Maggio 2018, ci si è ritrovati ad ammirare un tramonto spettacolare tra le vigne della Tenuta San Guido, in occasione della primissima edizione del Deus CycleWine. Un momento pazzesco alla fine di una giornata pazzesca. Si è iniziato a full throttle con la visita alla Cantina che ha aperto per la prima volta le sue porte al pubblico lasciandolo senza parole. Lo Staff della Tenuta è riuscito a incuriosire tutti raccontando la storia affascinante e gli aneddoti che si nascondono dietro l'origine e la produzione del loro vino e offrendoci un primo assaggio. Dunque, si è partiti allegri, leggermente brilli e un po' più colti per la grande pedalata e per la prima prova speciale: la salita a cronometro fino a Castiglioncello. Chi con bici vintage, chi con una gravel, chi in graziella, su tandem o saltafoss. Due fortunati, Filippo e Paolo, hanno potuto testare le due nuove nate in casa Deus Cycleworks e battezzate per l'occasione Guidalberto e Ribot. La prima, il cui nome omaggia la nota etichetta prodotta dalla Tenuta San Guido, si ispira al passato, con tubazioni di piccolo diametro e tubo sterzo da 1″ per richiamare il feeling delle bici dell'epoca eroica del ciclismo. Ribot invece, prende il suo nome dal famoso cavallo campione di galoppo, allevato nella scuderia di San Guido, ed è una bici che incorpora le tecnologie più moderne abbracciando l'innovazione. Purtroppo però, la scalata che portava all'antica vigna di cui oramai si sapeva tutta la storia, ha stroncato un paio di allegri contadinelli, qualche bici e una decina di gomme, ma è andata bene così: non c'è divertimento se non c'è un po' di sfida, no? Alla fine tutti sono riusciti a salire, alcuni eroici in bici, alcuni salvandosi la faccia a piedi e qualcuno, di cui non faremo i nomi, in Ape Piaggio, un servizio corse tanto speciale quanto fondamentale nella giornata per il recupero dei caduti. Ed in cima brindisi e foto per l'APEritivo , con una vista mozzafiato che, a detta di tutti, è valsa la faticaccia. Finito l'APEritivo con vista, i nostri ciclisti alticci si son divisi: i meno ciclisti son scesi al punto di ristoro, dove ad aspettarli troneggiava su una vigna il Double Decker di Tannico carico di vino, pane e salame, musica e con un bel prato davanti dove prendere il sole. I più ciclisti sono partiti per l'anello di 40 Km seguiti dai mezzi di supporto Volkswagen e preceduti dall' Ape calessino dove fotografi e videomaker riprendevano la corsa. Alcuni sono riusciti a finire e altri no, ma congratulazioni a tutti per aver dato il massimo. Alle 16:00 tutti al punto ristoro a riprendere fiato all'ombra del Double Decker di Tannico che ha accontentato sete e fame di tutti. Il momento chill out era ufficialmente iniziato e il relax interrotto solo da chi si confrontava con la seconda prova speciale, il circuito a tempo immerso nelle vigne su cui ci affacciava il nostro salotto all'aperto. Tra sfide personali all'ultimo sangue e chi invece l'ha presa come una passeggiata, alla fine ognuno aveva il suo tempo. Ma i conti son stati fatti a fine giornata durante la cena con degustazione all'Osteria San Guido, dove abbiamo avuto la possibilità di assaggiare le famose etichette prodotte dalla Tenuta. Anche le premiazioni hanno avuto molte sorprese, infatti, nonostante Guido avesse colpito tutti con un gran tempo nella seconda prova, sul posto più alto del podio è salito il nostro Deus Cycleworks manager, Paolo. I vincitori sono stati premiati con una medaglia unica, creata per l'occasione, un tastevin inciso a mano. Durante tutta la giornata si è partecipato anche al contest fotografico del nostro partner Leica che ha premiato la foto più bella e significativa dell'evento, il vincitore è stato uno dei padrone di casa San Guido, Edoardo. La mattina dopo ad alcuni dolevano le gambe, ad alcuni la testa, ma per tutti questa prima edizione del Deus CycleWine è stata un'esperienza speciale. Foto: Marco Renieri, Domitilla Quadrelli, Loris Lillo, Bearoll